L’Avamposto è tornato

L’Avamposto è tornato

Finalmente “L’ Avamposto” è tornato.

Ne sentivamo francamente la mancanza e siamo lieti di presentarvelo così come lo abbiamo conosciuto noi.

Non sarà gradevole nell’aspetto. Non avrà le funzioni dei siti dei grandi gruppi editoriali, ma come abbiamo appreso lungo il percorso della nostra esistenza: la verità non ha il volto degli angeli né tanto meno l’aspetto di una bella donna.

Ricordo ancora quando nacque l’idea di dotarci di un organo di informazione tutto nostro che potesse farci ascoltare da un pubblico più vasto rispetto a quello che eravamo abituati a frequentare nei bar o nelle piazze della nostra città.

Era una sera di maggio del lontano 2005. Come al solito ci ritrovammo in un pub per discutere degli ultimi avvenimenti che avevano segnato la cronaca locale. Allora studenti universitari concordammo che avremmo dovuto gridare le nostre idee, le nostre posizioni e i nostri sogni in faccia a coloro che sembravano non ascoltarci. Volevamo raccontare la realtà, così come noi la vedevamo, in un modo nuovo, fresco, dinamico. I smartphone ancora non esistevano e le app erano solo un progetto nei cassetti delle grandi multinazionali della comunicazione. I giornali stampati cominciavano ad incamminarsi verso quella crisi che inesorabile arrivò pochi anni dopo. Ci sembrò che la popolazione cominciasse ad allinearsi al nuovo modo di comunicare ed interagire attraverso i moderni mezzi di comunicazione.

E fu proprio allora ritenendo i tempi oramai maturi di creare un organo di informazione on line.

Quella sera stessa uscì il nome “L’Avamposto”.

Perché L’Avamposto? Semplicemente perché ritenevamo di trovarci asserragliati in un luogo della conoscenza, dell’anima e della storia che sovente si ritrovava sotto attacco di quel nulla di tolkeniana memoria che vedevamo ovunque trionfare intorno a noi. L’Avamposto di un’ultima frontiera, che si sarebbe eretto di fronte alla tirannia del politicamente corretto, dell’essere alla page, del buonismo imperante, delle grandi bugie di cui siamo bombardati tutti i santi giorni.

Dopo 11 anni noi siamo ancora qui e loro pure. Per questo riteniamo doveroso rilanciare nuovamente la nostra sfida alle stelle. Ora quei ragazzi che fondarono il primo “L’Avamposto” sono divenuti uomini, ma insieme a loro altri giovani hanno voluto prendere parte a questa grande storia fatta di quotidiana attenzione al reale, al particolare a ciò che ad un occhio pigro sfugge e per questo deve essere ancora di più evidenziato. Una storia fatta di sorrisi, di serata passate in allegria e spensierati momenti di convivialità. Una storia come un’altra, una storia che riteniamo degna di essere raccontata.

“L’Avamposto” tratterà principalmente di tematiche locali non disdegnando digressioni di natura storica, di politica estera, di costume, arte e cultura. Entreremo nei meandri più torbidi e maleodoranti delle nostre città. Apriremo dibattiti. Polemizzeremo contro tutto e tutti. Attireremo le luci lì dove è sempre stato buio. Il nostro augurio è quello di allargare sempre di più la nostra compagnia a chi vorrà percorrere il nostro medesimo cammino. Ci rivolgiamo prevalentemente ai giovani con l’augurio che possano trovare ne “L’Avamposto” un luogo d’incontro, dove discutere, confrontarsi e dare forma alle proprie idee che sono state e saranno l’unico motore immobile dell’universo.

Vi auguro una buona lettura sempre se ci riuscirete.

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