L’Avamposto intervista il Comitato Anzio NO biogas

L’Avamposto intervista il Comitato Anzio NO biogas

Qualche mese fa ha fatto molto rumore la notizia dell’eventuale realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti e centrale biogas nella località di Padiglione-Via delle Cinque Miglia, destando preoccupazione e allarme tra i cittadini che risiedono nella zona.

Per approfondire la questione abbiamo contattato la Sign. Maria Teresa Russo del Comitato Anzio No biogas spiegandoci le motivazioni che hanno spinto dei cittadini a intraprendere azioni di contrasto previste dalla legge alla costruzione della centrale Biogas in via delle Cinque Miglia.

Innanzitutto la ringrazio per l’interesse dimostrato nei nostri confronti, per cominciare potrebbe illustrarci cos’è il Comitato Anzio NO biogas e perché nasce?

Il Comitato è nato quando abbiamo saputo dalle testate giornalistiche locali che era stato depositato alla regione un progetto da parte della ditta Green Future di un impianto biogas combinato con altro impianto di separazione dell’indifferenziato. Dopo di che, ci siamo dati uno sguardo in giro per vedere nell’altre realtà cittadine come si organizzavano i cittadini per contrastare questi tipo di impianti, per cui abbiamo visto che l’unica soluzione era di formare un comitato.

In questi mesi dall’amministrazione cosa avete riscontrato?

Guardi, presto uscirà un post in cui noi ci dissociamo totalmente dall’iniziativa che hanno preso i consiglieri comunali di presentare una mozione poiché non dà nessuna risposta a quelle che erano le nostre richieste in quanto Comitato NO biogas perché noi abbiamo chiesto una presa di posizione netta da parte del sindaco e dell’amministrazione, invece è stato tutto un tergiversare di se e di ma che a noi non servono. Quindi, per noi le parole stanno a zero, ci hanno profondamente delusi non dandoci per niente credito.

Quali sono le vostre alternative proposte all’amministrazione?

E’ semplicissimo, basterebbe guardare a quella che è l’esigenza di Anzio. Prima di tutto, non aprire centrali che inglobino rifiuti di altri ambiti territoriali, come Nettuno, Ardea o Pomezia, e ne da Roma perché purtroppo molto di questo materiale verrà proprio da Roma. Siamo d’accordo nel fare un fare un centro di smistamento indifferenziato per rispondere al fabbisogno cittadino, ma la biogas è inutile dal momento in cui si fa compostaggio domestico e di quartiere, che sono dei metodi semplici a impatto zero e per niente inquinanti ed economici come già fanno in quelle città virtuose che sono riuscite ad ottenere ottimi risultati.

Avete anche chiesto parere a degli esperti?

Assolutamente si, abbiamo già fatto delle osservazioni con Giancarlo Ceci in quanto tecnico del coordinamento rifiuti della Regione Lazio che sta già seguendo anche altri casi ad Artena, Genazzano e Velletri dove vorrebbero aprire altre di queste centrali biogas. Poi abbiamo anche avuto scambi di idee con medici dell’ISDE, ingegneri e chimici.

Sulla vostra pagina facebook siamo rimasti colpiti dalle foto che testimoniano l’inquietante scenario, allo stesso tempo allarmante, nel bosco della Spadellata. L’amministrazione e i singoli cittadini quanto ne sanno di questa situazione?

L’amministrazione sicuramente si perché c’è stato anche un contenzioso per cui sanno benissimo di cosa si tratta, tra l’altro, hanno avuto anche dei finanziamenti per bonificare la discarica ma che non è mai avvenuta. Sinceramente non sappiamo se sotto a quei spiani di cemento ci siano i rifiuti industriali della Società farmaceutica Recordati, ma di sicuro ci sono delle balle isolate malissimo dal resto del terreno avvolte in teli di PVC consumati, e a pochi passi c’è un piccolo torrente che porta a mare. Ma la cosa assurda è che non sono rifiuti nel bosco, è il bosco che è cresciuto sopra i rifiuti. Le stesse radici degli alberi negli anni avranno assimilato plastiche di ogni tipo. A perdita d’occhio tutti i sentieri, le vallate e le colline che vede lì è tutta spazzatura. Per un processo di rinaturalizzazione dell’habitat si può ancora fare tanto ma non più quanto si poteva fare ai tempi.

Prossime iniziative?

A giorni partiremo con una raccolta rivolta al comune e alla regione.

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