Al via la mostra “All’insegna del giorno del Ricordo”.

Al via la mostra “All’insegna del giorno del Ricordo”.

Di redazione

È partita la mostra di Libertà e Azione a Villa Corsini Sarsina, che durerà fino al 13 Febbraio con conferenza finale. L’evento intitolato “All’insegna del giorno del ricordo”, ripercorre le tappe storiche più importanti di quello che una volta era il Nord-Est italiano. Una terra storicamente importantissima, per secoli al centro di scambi commerciali e incontro di popoli di diversa natura, con una predominanza italiana soprattutto nelle zone costiere, ma anche nell’entroterra. La Dalmazia e l’Istria, a causa della loro importante posizione, furono negate all’Italia fin dalle trattative di pace che risolvevano (o meglio non risolvevano) il Primo Conflitto Mondiale. In moltissimi erano partiti per combattere e riconquistare le terre irridente, la diplomazia mondiale non concesse ciò che con il sangue fu valorosamente ottenuto sul campo.

Da lì una grandissima serie d’eventi, prima eroici, con l’occupazione di Fiume di D’Annunzio, l’istituzione della Repubblica del Carnaro e l’annessione festeggiata nel 1925. Poi tragici con lo scoppio del Secondo Conflitto Mondiale e la vittoria delle truppe titine nei Balcani, le quali con i partigiani rossi nel Nord-Est perpetrarono una vera e propria de-italianizzazione. Gli italiani della zona, fino a Trieste che fu occupata da Tito, pagarono conseguenze atroci. Fucilazioni sommarie e deportazioni non bastarono alla furia ideologica comunista e in migliaia persero la vita nelle Foibe, caverne verticali tipiche della regione carsica, in cui furono gettati ammanettati, spesso con catene di filo spinato. In molti casi la morte sopraggiungeva dopo giorni, per fame e per sete o per le lesioni dovute dall’impatto.

Chi fu risparmiato dovette scegliere la via dell’esilio forzato. Numerosi carrozzoni partivano dal Nord-Est, non più italiano, per l’Italia, profughi nella propria patria. Un esodo dai numeri pazzeschi che vide l’allestimento di campi profughi nelle maggiori città. Famiglie che avevano perso i patrimoni, parenti e la terra a loro cara, non persero però la dignità. Infatti continuano gli esuli di seconda e terza generazione a raccontarci, contro ogni ostacolo posto dallo Stato, che solo con il nuovo millennio riconobbe loro un giorno di commemorazione, i fatti degli anni bui della dominazione titina. Portano avanti una testimonianza trascurata per decenni dietro al volere di chi coprì la strage, italiani stessi seduti nei parlamenti della Prima Repubblica.

La mostra allestita da Libertà e Azione e patrocinata dal comune di Anzio ricorda tutto quello che brevemente è stato qui riassunto, con immagini fotografiche importanti e forti. Sabato 13 ci sarà una conferenza finale, maggiori dettagli troverete nel prossimo articolo settimanali sugli eventi culturali del nostro territorio.

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