Addio a Michael Cimino, grande interprete degli Stati Uniti negli anni 70

Addio a Michael Cimino, grande interprete degli Stati Uniti negli anni 70

Di Mattia de Persio

Il 2 luglio se n’è andato a 77 anni Michael Cimino, sceneggiatore e regista newyorkese tra i più visionari e controversi degli anni Settanta. Sarà sempre ricordato per quel capolavoro che fu, ed è ancora, ‘Il cacciatore’ interpretato dai migliori attori americani di sempre, da Meryl Streep, Robert De Niro a Christopher Walken, che nel ‘79 ebbe nove nomination, vinse 5 Oscar tra cui quello per il miglior film e quello per la miglior regia. Cimino, con la storia di un gruppo di immigrati russi riuscì a far capire agli Usa il dramma del conflitto in Vietnam da una prospettiva del tutto diversa, raccontandoci le contraddizioni di un paese viste non dalla classica famiglia americana o dalle manifestazioni pacifiste come in ‘Nato il quattro luglio’, bensì da una qualunque comunità di provincia che deve fare i conti con lo stravolgimento della normalità trasformata dalla guerra in un “incubo esistenziale”. Ai protagonisti del film, la tortura non lascerà soltanto i suoi segni nelle carni ma si insinuerà nelle menti sino a logorarle lentamente come un cancro terribile e incurabile. Ma ‘Il cacciatore’ non fu soltanto un film contro la guerra, fu molto di più: Cimino cercò di sollevare un problema di coscienza in una società dove il sogno americano sembrava andare in frantumi dinanzi alla cruda realtà della guerra in Vietnam e delle crescenti tensioni sociali e razziali.

Tre anni dopo il grande successo de ‘Il cacciatore’, ‘I cancelli del cielo’ segneranno il più grande flop nella storia del cinema mondiale portando al collasso la società di distribuzione, la United Artists, e distruggendo effettivamente la reputazione di Cimino. Cimino aveva una visione espansiva e ambiziosa per il film tanto da spingersi a usare circa quattro volte il budget previsto. Stroncato da qualsiasi critica e considerato “un disastro inqualificabile”, trent’anni più tardi il film viene riabilitato dalla critica essendo stato inserito tra i dieci capolavori del genere.

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