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di Johannes Balzano

¨Con gli yankee bisogna fare attenzione. Bisogna giocare con la catena, non con la scimmia¨

Così l’uomo forte del Panama, Omar Torrijos, intendeva il rapporto che il suo paese doveva intrattenere con gli Stati Uniti, in quegli anni ’70 dove l’Impero Globale stava mettendo le mani su tutto il mondo, piegando stato per stato al suo volere, tramite i mezzi, ormai più che conosciuti, dello sciacallaggio economico e finanziario. Moltissimi paesi del Globo avevano venduto l’anima alle Corporations, braccio economico della CIA, contenitori di interessi miliardari per i privati residenti nelle splendide ville sulle coste americane, e che diventavano gli strumenti diplomatici dei ministri del tesoro americani per far cadere la mannaia della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale sulle economie dei paesi in via di sviluppo. Strade senza via d’uscita, coperte di finto oro, di debiti contratti che crescevano di giorno in giorno, di investimenti nel debito americano senza senso, di ricavi totalmente indirizzati alle oligarchie mondiali americane per la costruzione di infrastrutture. Il tutto accompagnato da vari presidenti golpisti, re e case reali asservite, partiti fantoccio che perpetravano ogni tipo di massacro sulle popolazioni. La Colombia e i suoi indigeni, devastati dalle trivellazioni e una volta sollevatisi chiamati “narcos”; l’Indonesia e i suoi politici uccisi da fantomatici pirati della strada; l’Iran e lo Scià con i suoi progetti di trasformare il deserto in area verde; l’Arabia Saudita che tra wahabismo e petroldollari divenne l’ancora di salvataggio americana durante la crisi del petrolio, che Washington seppe volgere a suo favore.

E poi c’è chi resistette. Chi lo fece vendendo destino e futuro al Socialismo sovietico, legando la propria economia agli aiuti di Mosca, e non pensate che questi erano totalmente gratuiti, come qualche ciarlatano vuole far credere, e chi si indirizzò verso quella che possiamo chiamare la Terza Via, fatta di polo di popolo e di stato sociale, di un indirizzo economico autodefinito e di rispetto verso le proprie risorse territoriali. Omar Torrijos era uno di questi. Tenente Colonello partecipò al colpo di Stato nel 1968 e nel Marzo dell’anno seguente assunse i poteri di dittatore militare. Gli Stati Uniti gli lasciano via libera, i rapporti della CIA sono ottimi, lui si è formato nelle caserme militari americane e ha il profilo ricercato dalla Casa Bianca, anticomunista e reazionario. Nei primi anni si comporterà anche in questa maniera: vengono aboliti i partiti politici, la repressione è dura, si contano trenta desaparecidos e la Guardia Nazionale stenta a placare la propria violenza. Ma i metodi che userà poi Pinochet con altri dittatori sanguinari asserviti agli Sati Uniti, verranno usate in maniera inversa. Coloro che soffriranno la galera e le persecuzioni erano i membri delle opposizioni politiche filoamericane, che si opposero più volte ai tentativi del dittatore di rivedere, a favore panamense, il Trattato sul famoso Canale di Panama, che aveva consegnato militarmente il paese agli Stati Uniti più di mezzo secolo prima.

Torrijos non era poi un dittatore come gli altri. Sapeva che gli Stati Uniti erano la maggiore potenza mondiale, come ben sapeva che cercare un legame con Mosca voleva dire o la sua fine o comunque un altro vicolo cieco. La sua innata indole nazionale lo portò a trattare con toni a volte bruschi e a volte pacati davanti agli emissari economici americani. Agenti e dirigenti delle più grandi Corporations vedevano nel Panama la terra promessa per le loro infrastrutture, in più il piccolo paese era in tutto e per tutto un paradiso fiscale, e assaltavano i collaboratori e Torrijos stesso con allettanti offerte che celavano indebitamento senza fine e la perdita del controllo sull’economia strategica. Rifiutare ogni tipo di contatto con questi “sicari dell’economia” (vedi il libro di John Perkins dallo stesso titolo), avrebbe significato per lui la morte certa, quindi cercò di incanalare i progetti in una congiuntura a lui positiva, salvaguardando la popolazione e riacquistando sovranità territoriale. Seppe anche approfittare dei cambiamenti internazionali, la crisi del petrolio, le crepe nell’Iran e l’elezione di Jimmy Carter diedero impulso ad uno dei suoi progetti principali: la nazionalizzazione del Canale di Panama. L’accordo fu raggiunto nel 1977 e prevedeva la restituzione del Canale nel1999, Panama da epicentro militare americano, costella da 14 basi, stava diventando uno Stato Nazionale sovrano, libero di trattare il suo futuro economico e politico. Dopo questo accordo il Capo di Stato riaprì al sistema partitico, annunciando un piano ambizioso, raccontato dallo scrittore e suo amico Graham Greene, di voler diventare l’esempio per tutti i paesi del Sud-America che soccombevano alla voracità del ”gigante del nord”. Il sistema partitico democratico, tramite il quale gli Stati Uniti fondavano la propria superiorità morale e filosofica, poteva essere usato per contrastare il potere dell’Impero, perché non sono i sistemi che decidono i destini degli Stati ma gli uomini all’interno di questi.

Il sogno di Torrijos si schianterà letteralmente nel 1981 quando il suo piccolo aereo, che usava ogni giorno per recarsi in visita ai villaggi, ebbe una fine ancora oggi sconosciuta. Chi parla di esplosione, chi parla di impatto letale col suolo e quindi di guasto. Le uniche certezze che rimangono sono le revisioni perfette dei suoi aerei nei giorni precedenti all’incidente e le parole del nuovo presidente degli Stati Uniti Ronald Regan, suo acerrimo nemico, in un rapporto alla CIA di qualche settimana prima: “Panama si trova sotto il controllo di una brutale dittatura di sinistra”.

La nuova concezione politica di Torrijos precipiterà con lui nel vuoto del disastro aereo. A sostituirlo sarà nel 1983 una creatura della CIA Noriega. Per tutta l’area saranno anni di disastri: il genocidio Maya in Guatemala; in Nicaragua la violenza dei Contra; la Guerra Civile nel Salvador. Nel 1989 sotto l’amministrazione Bush Senior il Trattato del 1977 verrà scavalcato dall’invasione americana, giustificata da motivi umanitari per rovesciare lo stesso Noriega, diventato improvvisamente dittatore sanguinario.

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Di Luca Zomparelli

Se soffriamo di obesità grave, non mangiare per un paio di giorni può essere una buona idea: così, per provare, e magari sentirsi un po’ meno ingolfati nell’intestino. Ma, obiettivamente, al fisico porterà scarsi risultati.

La metafora dietologica è quella che può meglio a aiutarci a capire la ridicola polemica natalizia su Milano e Roma, che pur soffrendo di conclamata e cronica bulimia automobilistica hanno scelto di curarsi rispettivamente con 48 ore di blocco totale e parziale del traffico privato a combustibili fossili, con l’ottimo effetto collaterale di offrire ai capiredattori centrali dei quotidiani qualcosa con cui titolare la prima pagina anche nel vuoto festivo di notizie, o magari per distogliere l’attenzione dalla nuove legge di stabilità che porterà con sé poche ma significanti novità.

Ma, appunto, è puro ed estemporaneo hype mediatico, destinato a svanire nel giro di pochissimi giorni: alla prima pioggia, alla prossima e-news di Renzi, alla ripresa del campionato. Quando noi, gli obesi gravi, ci dimenticheremo di tutto e riprenderemo ad abboffarci di CO2 e polveri sottili, ma anche di mobilità resa impossibile dal traffico, nonché di un panorama urbano in cui le lamiere nascondono ogni bellezza, il tutto passerà nuovamente, ahimè, in secondo-terzo piano.

Insomma, la solita vita di qualità scarsa. In cui la scarsità è data dalla dipendenza patologica da qualcosa che ci fa malissimo: l’auto privata a combustibili fossili. Il nostro junk food di obesi gravi.

Ecco quindi che torna utile la metafora con cui abbiamo iniziato il tema trattato: se per caso avesse il coraggio di affrontare la realtà, qualsiasi obeso saprebbe che per stare meglio saltare un pranzo o una cena non serve a molto, e quindi allo scopo-fine potrebbe più utilmente trasformare i suoi stili quotidiani di alimentazione e di vita. Il che significa, traslocando di nuovo fuor di metafora, semplicemente fissare una data per la fine della commercializzazione di auto a combustibili fossili; e un’altra data per l’inizio del loro divieto di circolazione; utilizzando il tempo in mezzo per la transizione verso tutto il resto: lo sharing, Uber, i taxi, le due ruote, i mezzi pubblici e comuni e tutto quello che la tecnologia e la creatività ci offriranno per sostituire quel velenoso e ingombrante oggetto del secolo scorso che è l’auto privata fossile, il tutto rafforzato dal fatto che il prezzo del greggio continuando a calare, classificherà il petrolio come il carbone che ha alimentato tutto il mondo agli inizi del ‘900, e cioè socialmente dannoso. Perché dobbiamo aspettare le analisi prima di poter dire che il mondo è malato? Tre indizi conducono ad una prova: nel caso di specie magari fossero solo 3 indizi…

Oggi, uno statista decente farebbe questo: fissare una data; fissare insomma l’obiettivo per l’uscita di scena definitiva dell’auto privata a combustibili fossili. E lo farebbe senza aver avuto bisogno di leggere chissà quale illustre autorevole autore, ma soltanto guardando la città da una finestra a pian terreno, aprendo la stessa per sentirne i rumori e gli odori, chiedendosi quindi se è così che vuole far vivere i suoi figli.

Come un obeso che finalmente si guarda nudo allo specchio, e all’improvviso capisce quanto è assurdo pensare di tornare in forma saltando un pranzo.

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Una lunga ed articolata operazione denominata “Tallone di Achille” è stata portata avanti dalla Guardia Costiera di Anzio dal 23 novembre scorso al 10 gennaio 2016. L’operazione consisteva in una serie di attività e controlli mirati alla tutela del consumatore dei prodotti ittici, con particolare attenzione al periodo delle festività natalizie.

Durante le verifiche, i militari hanno ispezionato non solo i punti di sbarco del pescato direttamente in porto, ma anche gli esercizi di commercializzazione e di ristorazione presenti sul territorio di giurisdizione, con alcune sortite nelle località dei “Castelli romani” e più precisamente nei comuni di Genzano, Ariccia e Pavona.

Il risultato dopo 110 controlli effettuati dagli uomini guidati dal comandante Alessandro Cingolani, è di 8 verbali di contestazione elevati per illeciti amministrativi (per un importo complessivo di 15.498 euro), e il contestuale sequestro amministrativo di 72,5 kg di pescato irregolarmente posto in vendita e di una rete a “strascico” utilizzata in contrasto con la normativa di settore.

 

Fonte Il Clandestino

Link: http://www.ilclandestinogiornale.it/cronaca/22597/anzio-guardia-costiera-70-kg-di-pesce-sequestrati-duranti-le-feste/

Il Natale del 1914 vissuto in trincea. Proiezione cinematografica a cura di Libertà e Azione, articolo di Johannes Balzano

E’ stato proiettato ieri sera, presso i locali di Libertà e Azione, il film Joyeux Noël  di Christian Carion. Il film racconta gli avvenimenti del Natale 1914 lungo le trincee di Ypres in Francia, quando, del tutto spontaneamente, tedeschi, scozzesi e britannici, uscendo dalle loro postazioni, festeggiarono insieme il Natale. Un racconto basato su fatti storici e quindi realmente accaduto durante il primo anno della Grande Guerra. I combattenti, senza ricevere ordini dagli alti gradi militari , che ne rimasero per tutto il Natale all’oscuro, gettarono le armi e festeggiarono insieme la Viglia, fraternizzando, scambiandosi gli indirizzi e prodotti tipici inviati al fronte. Fu un momento molto particolare in quanto ci si trovava in piena offensiva franco-britannica contro le postazioni tedesche, la guerra aveva assunto ormai una violenza inaudita con già un milione di morti e in patria si demonizzavano i nemici come il male assoluto. Le truppe, che risentivano di questo clima, riuscirono a trovare una distensione e a capire che la guerra era combattuta tra uomini: certo, di tradizioni e Stati diversi, ma comunque uomini che non incarnavano né il male e né il bene assoluto. Il tutto senza perdere di vista il ruolo di difensori dei confini nazionali e quindi della responsabilità che il fronte aveva verso i propri concittadini civili. Aspra è la critica alle alte cariche di stato in ogni paese, non tanto per aver causato la guerra, ma per il loro atteggiamento, fatto di lussi e vizi nelle retrovie, mentre i soldati venivano mandati al macello.

Ecco qui, una recensione di Francesca Felletti per MyMovies
(http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35727)

Un gatto può chiamarsi Felix per un tedesco e Nestor per un francese, ma rimane sempre lo stesso: libero e indipendente. Così come un soldato può indossare una divisa scozzese, tedesca o francese, ma resterà sempre un uomo: con una famiglia, dei sentimenti, delle speranze. E’ questa la morale del film di Christian Carion che, ispirandosi a un fatto realmente accaduto durante la Prima Guerra Mondiale, racconta la storia di due cantanti lirici (lei è Diane Kruger, la bella Elena di Troy) che si recano sul fronte tedesco la vigilia di Natale per allietare con il loro canto le truppe. Ma dopo la prima strofa di Stille Nacht, il “nemico” scozzese risponde accompagnando la canzone con la cornamusa. Basta poco perché i soldati escano dalle trincee per incontrarsi su quello che, fino ad allora, era il terreno di guerra. Anche il reggimento francese si unisce per festeggiare. Champagne, sigarette, cioccolato, foto e ricordi vengono condivisi fra abbracci e sorrisi. Il prete scozzese che aveva suonato la cornamusa celebra la messa. All’Ave Maria intonato dalla cantante, i soldati non riescono a trattenere le lacrime: una sequenza che, anche per la costruzione sui primi piani, sembra un omaggio al finale di Orizzonti di gloria. Ma la guerra è una macchina inarrestabile, che non può perdonare la “disobbedienza”…  Il film, pur non del tutto libero da una certa retorica, racconta con semplicità e ironia un commovente esempio di umanità e di pacifismo che colpisce per la sua universalità e fa riflettere, ancora una volta, sull’assurdità del conflitto armato.

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Il sito avamposto.org è l’organo di informazione dell’associazione culturale Libertà e Azione, che opera dal 1995 nel campo della diffusione di programmi a carattere socio-culturale.

Libertà e Azione è un’associazione culturale, che non persegue nessun profit e non è legato ad alcun partito o movimento politico.

La nostra missione

La missione del sito Avamposto.org è quella di offrire, agli associati e non, i mezzi e l’assistenza necessaria per la diffusione dell’informazione, di materiale educativo, scientifico, culturale, politico e/o religioso, garantendo il pluralismo dell’informazione, e senza operare alcuna distinzione di razza, sesso, lingua, credo politico o religione, nel pieno rispetto dei diritti dell’Uomo garantiti dalla Costituzione della Repubblica Italiana e dalle leggi internazionali.

 

L’associazione culturale Libertà e Azione invita tutti gli interessati alla mostra letteraria “Libri in trincea, il combattentismo nella letteratura” che si terrà a Villa Corsini Sarsina, nelle sale comunali, dal 4 all’11 dicembre. L’evento patrocinato dal Comune di Anzio, è l’ultimo appuntamento con la rubrica della Grande Guerra, a cent’anni della sua ricorrenza, che l’associazione ha organizzato per il 2015. Da gennaio dell’anno prossimo inizieranno gli eventi per ripercorrere i drammatici ed eroici giorni del 1916, il tutto finalizzato a ricordare i momenti più importanti del primo conflitto bellico mondiale, momenti che hanno finito di formare lo stato italiano, non solo nella geografia, ma anche nello spirito. La mostra letteraria riprenderà i testi, i pensieri, le opere e le citazioni di grandi letterati ed autori che hanno partecipato direttamente alle operazioni belliche. Tolkien, Jünger, von Salomon, Ungaretti, Cèline, sono solo gli autori più conosciuti che verranno trattati durante l’esposizione, nella quale il pubblico potrà trovare materiale e documentazioni fornite dall’associazione.

Si ricorda inoltre che come presentazione alla Mostra letteraria, il 3 dicembre alle 21, presso i locali dell’associazione, in via dell’Oratorio di Santa Rita 6 ad Anzio, si terrà il gruppo di studi “L’arte e la letteratura nella Grande Guerra”, alla presenza della dottoressa Carla Cace storica dell’arte, in cui i temi della mostra verranno anticipati e approfonditi davanti ad una piccola tavola rotonda. L’evento verrà dedicato a Scipio Slapater, scrittore e militare triestino e uno dei più fedeli e coraggiosi irredentisti, del quale ricorre il centenario della caduta sul Monte Calvario.

 

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Si è conclusa con un bellissimo successo la cena solidale organizzata da Libertà e Azione per il reparto di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Anzio, al Ristorante “ilCantiere”.

Un sessantina di persone hanno partecipato mostrando grande generosità per l’acquisto di quei macchinari che sono vitali per il reparto dei piccoli pazienti del nostro territorio.

Una serata di festa in cui l’associazione ha spiegato ai partecipanti come si svilupperà il progetto, sposato grazie alla disponibilità del Dott. Mauro Persiani, primario del reparto in questione.

Durante la serata, dopo i saluti iniziali, Simone Bosco, responsabile dell’associazione, ha sottolineato come la struttura ospedaliera di Anzio è vittima purtroppo dei pesanti tagli che i governi hanno applicato alla sanità:

“Nonostante un ospedale all’avanguardia sul territorio, come ha ricordato il Dott. Persiani, con molti specialisti e medici validi per ogni problematica, viviamo in un’epoca difficile, in cui l’aumento di popolazione nei nostri territori ha messo a dura prova le risorse ospedaliere, ridotte all’osso dai tagli della politica.

Abbiamo deciso di aiutare questo reparto in particolare, per dare, oltre al sostegno economico, un messaggio chiaro e preciso: aiutare il nostro futuro. Per ripartire come nazione e come cittadini dobbiamo avere speranza nel nostro futuro e chi più dei piccoli pazienti può incarnare questa speranza? In un paese dove il tasso di natalità è stato superato drammaticamente da quello di mortalità, è importantissimo investire in coloro che saranno i cittadini italiani del domani”.

A fine serata ci sono state le premiazioni per chi ha contribuito in maniera importante all’evento. Johannes Balzano, membro dell’associazione, ha ringraziato, premiando il Dott. Mauro Persiani, Cristiano Ruzzi e Andrea Galati (proprietario del Ristorante “ilCantiere”):

“Un ringraziamento va non solo a chi oggi è qui, ma anche alle decine di persone, che pur non venendo hanno consegnato una donazione, mostrando particolare interesse alle problematiche territoriali. Non è vero quindi che ognuno pensa per sé in questa città, ma anzi, il riscontro è stato notevolissimo. Le targhe che oggi consegneremo sono una per il Dott. Persiani, persona che ha a cuore i suoi pazienti e che ha aperto le porte del suo ufficio per ogni suo chiarimento, partecipando attivamente all’attività solidale; una per Cristiano Ruzzi, un ragazzo che con forte dedizione ha aiutato l’associazione nell’organizzazione del materiale grafico per gli eventi solidali, viaggiando per chilometri una volta saputo della causa che stavamo per sposare. L’altra è per Andrea Galati che per l’ennesima volta mette a disposizione la sua struttura contribuendo magnificamente alla beneficenza di cui gran parte è merito suo. La campagna solidale per il Reparto continuerà fino a Natale con riffe a premi, appuntamenti in birrerie e giochi tipici natalizi. Con l’anno nuovo tireremo le somme e decideremo con il Dott. Persiani quale macchinario, o quali macchinari, acquistare.”

La cena si è conclusa con un video di promozione delle attività dell’associazione che invita tutti gli interessati a prendere contatti per continuare insieme l’attività solidale in favore dell’ospedale di Anzio. L’associazione augura a tutti i cittadini di Anzio e Nettuno buone feste.

 

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Questo spazio è atto a dar voce, nel limite del possibile, alla tua esigenza, difficoltà, dove noi ne saremo i divulgatori per fare in modo che il tuo problema sia un problema della collettività, affinché l’amministrazione comunale diventi sensibile alla tematica e appronti una rapida ed efficace soluzione.
Se avete segnalazioni da fare sul territorio, quartiere o città, compilate il modulo sotto questa pagina. Ci faremo carico di dare rappresentanza alle vostre richieste.

 

 

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